''Consumo suolo: stabilire subito le aree suscettibili di rigenerazione e recupero, se no si rischia blocco dell'edilizia''

venerd́ 25 aprile 2014

Ance Siena di cui Andrea Tanzini ne è presidente, condivide l’allarme dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) sul Ddl Catania-De Girolamo sul divieto di consumo di suolo che prevede, all’art. 4, che Regioni e Comuni, con la rispettiva strumentazione urbanistica, debbano individuare da subito le aree suscettibili di rigenerazione e recupero. Infatti il Ddl prevede che fuori da questi limiti “è vietata la realizzazione di interventi edificatori privati”.

Qualora l’art. 4 non fosse eliminato, e i Comuni non avessero perimetrato le aree da sottoporre a rigenerazione, secondo ANCE Siena, si rischierebbe un grave blocco, mettendo a rischio investimenti importanti per il territorio annullando l'attrattività anche per investimenti esteri.

Andrea Tanzini al riguardo dice: "Certamente il nostro paese non ha bisogno di continue modifiche di norme che regolano e a volte ingessano la materia urbanistica, quindi il settore e la qualità del lavoro degli uffici amministrativi preposti, ma la riqualificazione è uno dei temi principali per il futuro delle nostre città sotto il profilo energetico, ambientale ed economico. Sono d'accordo con il presidente nazionale ANCE, Paolo Buzzetti, nel dire che si tratta di un provvedimento condivisibile negli obiettivi ma non nei metodi utilizzati per raggiungerli, poiché rischiano di bloccare opere utili e importanti investimenti economici necessari per la modernizzazione e riqualificazione delle aree urbane.”
“Invitiamo quindi i Comuni attraverso gli uffici competenti, anche secondo l’accordo di collaborazione firmato con Anci ed Enea, a individuare al più presto le priorità per la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, auspicando quindi un rilancio degli investimenti in questo settore”.
“Auspichiamo inoltre che si lavori al più presto ad una vera semplificazione ed omogeneità delle procedure almeno per la nostra provincia partendo dall’armonizzazione dei regolamenti edilizi per area vasta”. “Abbiamo infatti assistito a rimandi di decreti attuativi che, in barba alle scadenze previste, si sono prolungati per mesi e anni, paralizzando imprese e cittadini quando poi è necessario, nell'interesse di tutti, che l’edilizia riparta al più presto: riteniamo quindi importante, unitamente a tutti gli altri operatori del settore, primi fra tutti gli ordini professionali, creare tavoli di concertazione con la pubblica amministrazione per condividere l’individuazione di priorità e soluzioni durature nel tempo che migliorino la qualità sotto tutti gli aspetti tra cui quella dei servizi amministrativi. Riteniamo fondamentali la certezza dei tempi e la qualità delle risposte, salvaguardando, nel doveroso rispetto delle regole, chi opera ed ha già investito o chi è disposto ancor oggi ad investire nel nostro territorio e nel nostro settore, e una politica di gestione del territorio di lungo periodo senza contraddizioni normative-burocratiche che generano spesso improvvisazioni e estemporanee marce all'indietro”.